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domenica 20 gennaio 2013

Mali: i tuareg sono nostri nemici?

[Lettera aperta al Corriere della Sera 19 gennaio 2013]

A quanto sembra, tutti i paesi dell'Unione Europea, Italia inclusa, plaudono all'iniziativa francese e fremono dalla voglia di gettarsi anch'essi nella guerra in corso in Mali.
Il piccolo dettaglio su cui ben pochi sembrano soffermarsi ("Corriere" incluso) è quello di definire chi si intende combattere e per chi ci si batte.
Non è un dettaglio da poco: identificare chiaramente nemici e alleati è il minimo che ci si aspetta quando si sta per entrare in guerra.

venerdì 18 gennaio 2013

La "guerra nel Mali"

Quello che segue è un mio intervento, inviato sul sito dell'ISPI come commento alla seguente frase di Romano Prodi (Inviato Speciale dell’Onu per il Sahel): “Devo ammettere di non aver mai visto una coesione internazionale come quella che distingue in queste ore il sostegno all’intervento militare in Mali. Il motivo sta nel fatto che la paura del terrorismo accomuna tutti”.

La paura non è mai una buona consigliera. I peggiori delitti sono spesso opera di persone che, attanagliate dalla paura, riversano all’esterno una violenza cieca e incontrollata. Temo che un’azione violenta improvvisata solo sulla base della paura rischi di produrre effetti incontrollati e potenzialmente molto pericolosi.

domenica 25 novembre 2012

Intervista a Mossa Ag Attaher

Nel numero di novembre 2012 di Limes, dedicato in gran parte alla situazione del Mali e dell’Azawad, è presente, tra l’altro una mia intervista a Mossa Ag Attaher, portavoce del MNLA (Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad). È l’unica voce diretta di un protagonista degli eventi in mezzo a tanti commenti di “esperti” esterni. L’intervista era stata realizzata in margine all’incontro-dibattito I berberi del Sahara e la questione dell'Azawad tenuto a Milano alla Casa della Cultura il 15 giugno 2012. 

giovedì 19 luglio 2012

A proposito della liberazione di Rossella Urru

[Lettera aperta al Corriere della Sera]
Scrivo a proposito dell'articolo sulla liberazione di Rossella Urru apparso oggi sul "Corriere".

Sono sempre più indignato dalla vera e propria campagna di diffamazione che la stampa italiana, il "Corriere" in testa, sta da tempo portando avanti contro la ribellione dell'Azawad con lo scopo di delegittimarla, accostandola in modo improprio al terrorismo islamico che infesta la regione.

Dicendo  "il denaro viene quindi trasferito all'emiro Abdul Hakim a Gao, nel nord del Mali, nell'Azawad, quel territorio in cui i radicali islamici di Aqmi, tuareg e non solo, pochi mesi fa, hanno proclamato l'indipendenza" si scrivono gravi e pesanti inesattezze:

giovedì 28 giugno 2012

E alla fine gli islamisti scatenarono la guerra...

Tanto tuonò che piovve. Annunciata da mesi, ma sostanzialmente ignorata dalla comunità internazionale, più interessata a difendere l'indifendibile intangibilità delle frontiere coloniali che a sostenere le popolazioni africane, ieri, 27 giugno, ha avuto inizio la lotta degli islamisti -e dei loro alleati- contro il MNLA e la maggioranza della popolazione dell'Azawad.